Un blasfemo

Cinico, misantropo, polemico e testardo. Per quanto riguarda i difetti invece non saprei che dire.
Il servizio pubblico, pagato dai cittadini, non può essere ridotto a veicolo di stupidità, volgarità e ignoranza”. Così il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, commenta le dichiarazioni di Paolo Villaggio. Personalmente ritengo che la sortita del comico genovese sia una battuta tipica del suo stile, cinico e “cattivo”. Può chiaramente non piacere, ma se fossi in Villaggio sarei inorgoglito dallo stizzito commento del presidente Cappellacci, visto che a farlo è un tizio che venne intercettato mentre riferiva: “…ho la consapevolezza del vero grande limite della Sardegna: noi sardi”. Lo diceva all’imprenditore toscano Riccardo Fusi, passatogli al telefono dal coordinatore del Pdl Loris Veridini, intercettazione che darà il là alla bufera sugli appalti del G8 a La Maddalena e che, notizia dei giorni scorsi, porterà alla richiesta di rinvio a giudizio per parecchi dei suoi protagonisti, tra i quali proprio Cappellacci e Verdini.

Cappellacci contro Villaggio (via ladridipane)

Siamo nel 2012 e c’è ancora gente che prende sul personale battute come quella di Villaggio, che si offende se si rievoca uno sciocco stereotipo sui sardi? Eppure mi sembra evidente che indignarsi e offendersi per una battuta priva di senso e chiaramente ironica non è esattamente un indice di intelligenza…

(via curiositasmundi)

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