La forza delle grandi mobilitazioni operaie nell’era moderna stava nel loro carattere rivoluzionario, rivolto al futuro. Lottare per cambiare lo status quo, per ottenere un cambiamento, ha una forza popolare incredibile ed è in grado di ottenere grandi risultati (come dimostrano le conquiste sindacali e lo “Statuto dei lavoratori”).
Oggi però la situazione si è ribaltata. Oggi sono gli stessi lavoratori a difendere lo status quo dalle aggressioni esterne, sono gli operai ad avere un atteggiamento conservatore, in netta contrapposizione con l’evoluzione dei tempi. Il movimento sindacale e i lavoratori hanno smesso di essere la forza rivoluzionaria della società, di guardare al futuro e proporre nuovi orizzonti e nuove strade da percorrere. Al contrario si sono seduti sulle conquiste ottenute in un’altra era (che appare sempre più lontana), senza avanzare proposte e scuotendo la testa di fronte alle rivendicazioni del mondo imprenditoriale.
Il mondo è andato avanti, l’economia è cambiata, il ruolo stesso dei lavoratori è cambiato… ma l’atteggiamento di sindacati e lavoratori rimane lo stesso. Quando sindacati e partiti di sinistra (ammesso che ve ne siano ancora) la smetteranno di difendere un anacronistico status quo e inizieranno a proporre una diversa visione del mondo e dell’economia? Quanto dovremo ancora aspettare per avere delle proposte alternative, costruttive?