Non devono essere troppo choosy (in inglese: esigenti, difficili, ndr) nella scelta del posto di lavoro. Lo dico sempre ai miei studenti: è meglio prendere la prima offerta di lavoro che capita e poi, da dentro, guardarsi intorno, non si può più aspettare il posto di lavoro ideale, bisogna mettersi in gioco.
Mi spiace dover attaccare il ministro Fornero perché, lo ammetto, spesso ho condiviso le sue dichiarazioni. Ma questa volta la sua sparata non ha alcun senso, soprattutto se rapportata all’Italia.
In un paese in cui l’esperienza lavorativa è più importante della conoscenza scolastica e universitaria un neolaureato ambizioso non può permettersi di “prendere la prima offerta di lavoro che capita e poi, da dentro, guardarsi intorno”. Con un mercato del lavoro che richiede anni di esperienza lavorativa SPECIFICA e non generica, fare ciò che afferma la Fornero è un “suicidio”.
E’ giusto dire che “non si può più aspettare il posto di lavoro ideale” e che “bisogna mettersi in gioco”, ma questo non significa affatto accettare il primo lavoro che capita nella speranza di poter scalare il mercato del lavoro dall’interno. Non in Italia.