Con tutto il tempo che deve avere passato in ginocchio, più umile di così poverina.
Questa è l’Italia. Certo, esistono anche le Nilde Jotti, le Margherita Hack e le Rita Levi Montalcini… ma è la massa di aspiranti veline, di fashion victim e di odontotecniche con le tette rifatte a determinare l’indirizzo politico di un paese attraverso il voto.
Visto che quel che sta accadendo ultimamente in Italia è degno di un romanzo distopico, riepiloghiamo i fatti salienti per chi si è perso l’inizio della trama:
Mettiamoci l’animo in pace: entro i prossimi tre anni faremo la fine della Grecia.
Il nostro debito pubblico è troppo elevato, la nostra economia non cresce e gli investitori esteri tra poco cominceranno a ritirare i propri capitali impauriti dalla possibilità di perderli per sempre.
E dopo? Dopo saremo costretti a svendere sanità, istruzione, difesa, sicurezza, trasporti, previdenza… ogni singolo frammento della nostra “res publica” sarà regalata ai privati, visto che le casse dello Stato saranno vuote.
Lo sentite quel rumore? Sono le risate degli amministratori delegati delle multinazionali mentre pensano alle barche di soldi che si faranno sulla nostra bancarotta.
Welcome in Italy!
1. Catturare le simpatie del mondo politico e stipulare buoni rapporti con la criminalità organizzata
2. Erigere un impero mediatico controllato direttamente o indirettamente dai propri figli o da uomini di fiducia
3. Fondare un proprio partito politico e candidarsi alla presidenza del consiglio
4. Una volta eletto utilizzare il proprio impero mediatico per mantenere il potere e per plasmare l’opinione pubblica, soprattutto attraverso le televisioni nazionali di proprietà e quelle pubbliche controllare dal proprio governo
5. Epurare gli elementi che non accettano di sottomettersi al nuovo corso e sostituirli con uomini di fiducia
6. Utilizzare i propri media per colpire e denigrare gli elementi ostili, deviando l’opinione pubblica
7. Avviare cause milionarie contro gli elementi che non si è riuscito ad eliminare al punto precedente, i quali (a nostra differenza) non sono in grado di sostenere i costi e i tempi di un lungo processo
8. Attaccare pubblicamente la stampa e gli organi internazionali che osano criticare il nostro operato.
Ah, quasi dimenticavo: è fondamentale avere un patrimonio personale stimabile in alcuni miliardi di €.
L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky
Cliccando qua potrete firmare questa petizione in favore della libertà di stampa. Siamo già 200.000 ma possiamo essere molti di più.
Qua le cose sono due: o Giordano è talmente stupido da non capire la portata di un servizio del genere, oppure è un fottuto criminale che strumentalizza il mezzo televisivo per creare allarmismo.
Beh, anche questa è politica. Un popolo terrorizzato è più facile da controllare e da manipolare a proprio piacere… vero Cavaliere?