Tutto è nato da una domanda: è possibile determinare oggettivamente cosa è arte e cosa non lo è?
Dopo varie discussioni sono giunto ad una conclusione. Fondamentalmente le opinioni principali sono tre:
Io mi considero del secondo tipo. Per me l’arte è un concetto impossibile da definire in modo oggettivo e univoco, rimanendo quindi a totale discrezione della soggettività. Certo, possiamo stabilire convenzioni e criteri più o meno condivisibili da utilizzare come metri di giudizi, ma si tratterà sempre di teorie storiche e prive di un fondamento scientifico e assoluto. Chiunque è in grado di metterle in dubbio, confutando canoni e criteri basati esclusivamente sull’autorità di chi li ha emanati.
Purtroppo nell’arte, come del resto nella società, chi non si adegua alle convenzioni e soprattutto chi ne mette in dubbio la validità viene posto ai margini, schernito, ridicolizzato e bollato come eretico. Credo si tratti di un meccanismo di autodifesa della società stessa: mettere in dubbio le convenzioni (che rappresentano una fetta enorme delle regole della vita comune) significa creare caos, anarchia, paura. Non mi sorprende che la società abbia bisogno di ancore fittizie con cui tenere sotto controllo gli individui; mi sorprende piuttosto come la maggioranza degli individui non se ne renda conto.
Parlo di Gauguin, Picasso, Boccioni, Henri Rousseau… fotografati come dei poster strambi visti per strada. Perle ai porci.