Un blasfemo

Cinico, misantropo, polemico e testardo. Per quanto riguarda i difetti invece non saprei che dire.
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Quando Berlusconi era premier la riforma della giustizia era una “priorità assoluta”, mentre l’economia poteva anche andare a farsi fottere (come del resto ha fatto).

Ora che non c’è più in ballo il culo del Cavaliere invece tutto è cambiato, vero? Bravo Angelino, hai vinto un biscottino!

Come potrebbe esserlo?

Se sei l’uomo più ricco d’Italia puoi permetterti di creare un partito personale, puoi farti eleggere sfruttando le televisioni di tua proprietà, puoi permetterti i migliori avvocati sulla piazza per prolungare i processi fino alla prescrizione, puoi corrompere chiunque di tasca tua, puoi fare tutto.

Se sei un disoccupato che non può permettersi nemmeno un avvocato decente non sei nessuno.

In giro si comincia già con il “si stava meglio quando si stava peggio”, “era meglio Berlusconi”, “almeno lui l’ICI ce l’aveva tolta”, “con lui lo spread era più basso”, “con lui i treni arrivavano in orario”, “se c’era lui bla bla bla”, ecc.

Il bello è che gli stessi, al prossimo governo, diranno le stesse cose sul governo Monti… e così via all’infinito.

Italian style, baby!

Alessandro Sallusti (direttore de Il Giornale) ha davvero superato sé stesso con questo editoriale, riuscendo persino a fare meglio di qualsiasi alchimista: ha trasformato la merda in oro.

Si, perché per Sallusti non solo l’attuale governo Monti è definito “il peggior governo della storia recente” ma addirittura è responsabile di “spaventare gli italiani e la ripresa economica”. Ma il capolavoro arriva quando Sallusti riesce ad affermare che l’unico indice positivo (il miglioramento dei conti dell’INPS) è merito di Berlusconi!

La chiusura è da Pulitzer: “Berlusconi ieri ha detto: resto in pista, anche per il futuro. Per qualcuno sarà una minaccia, noi la prendiamo come una promessa, perché non vorremmo passare un altro Natale come questo.

Mamma mia. Pelle d’oca. Ok, ora posso andare a vomitare.

Da quando il governo Monti ha varato le sua prime riforme ho notato un fenomeno preoccupante, soprattutto su Facebook (che è uno specchio piuttosto fedele dell’italiano medio). 

  • Mario Monti viene definito come colui che vuole affossare l’Italia, che vuole distruggerla sotto il peso di nuove tasse e che in un certo senso è responsabile della crisi stessa. 
  • Silvio Berlusconi invece viene dipinto semplicemente come un sempliciotto, la cui massima colpa è stata quella di andare a mignotte (peccato che l’italiano medio ovviamente non giudica grave). Non gli viene attribuita nessuna responsabilità oggettiva nell’attuale crisi.

Improvvisamente tre anni di disastroso governo Berlusconi, di leggi assurde, di immobilità sulle questioni economiche e di dichiarazioni vergognose sono state cancellate dalla memoria collettiva. Sono bastate poche settimane lontane dai riflettori per riabilitare Berlusconi, per scaricare le sue immense responsabilità sul nuovo governo Monti, colpevole di cercare di rimediare ai danni fatti in passato dai vari governi italiani.

Non è un caso che il PDL formalmente appoggi il governo Monti mentre invece Berlusconi si tiene a debita distanza, mostrandosi critico verso l’attuale Presidente del Consiglio. E’ una strategia precisa: far fare il lavoro sporco a Monti e Alfano, per poi riproporsi alle elezioni con la faccia pulita di chi è sempre stato contrario al governo tecnico. La cosa più folle è che gli italiani ci cascheranno, come ci sono cascati in passato.

Perché gli italiani li devi fottere con delicatezza, con calma, senza esagerare. L’italiano ama le belle promesse e i grandi sogni, ama i bei discorsi e le belle parole che puntualmente dimenticherà nell’arco di poche settimane. Allo stesso tempo non sopporta i cambiamenti improvvisi, le regole troppo rigide che non prevedono scappatoie, l’eccessiva concretezza. Tutto deve cambiare (a parole) per non cambiare affatto.

Evviva! Berlusconi si è dimesso! Festeggiamo!!
Si ma… cosa dovremmo festeggiare? Il fatto che nei prossimi mesi i servizi pubblici verranno ridotti all’osso per limitare la spesa pubblica? Oppure il fatto che ci troviamo in una delle più grandi crisi economiche che il nostro paese ha mai dovuto affrontare?Forse dovremmo gioire del fatto che uno dei principali responsabili dell’attuale situazione (Berlusconi) se la spasserà con i suoi miliardi mentre noi pezzenti pagheremo di tasca nostra i suoi (ma non solo) danni?
Io non ci vedo proprio niente di festoso.
Non c’è un cazzo da festeggiare. Il peggio deve ancora arrivare, signori. 

Evviva! Berlusconi si è dimesso! Festeggiamo!!

Si ma… cosa dovremmo festeggiare?
Il fatto che nei prossimi mesi i servizi pubblici verranno ridotti all’osso per limitare la spesa pubblica?
Oppure il fatto che ci troviamo in una delle più grandi crisi economiche che il nostro paese ha mai dovuto affrontare?
Forse dovremmo gioire del fatto che uno dei principali responsabili dell’attuale situazione (Berlusconi) se la spasserà con i suoi miliardi mentre noi pezzenti pagheremo di tasca nostra i suoi (ma non solo) danni?

Io non ci vedo proprio niente di festoso.

Non c’è un cazzo da festeggiare. Il peggio deve ancora arrivare, signori. 

No, non siamo assolutamente più liberi.

Quello che è successo nell’ultimo mese ha dimostrato che il nostro paese ha ormai una sovranità limitata, che non sono gli elettori ma la BCE e altri istituti finanziari a determinare il corso economico e quindi politico di un paese come l’Italia. Sono stati i mercati finanziari e le pressioni dell’UE a determinare le dimissioni di Berlusconi e non le opposizioni in Parlamento, le proteste di piazza o i giornali. Il popolo non è più sovrano (ammesso che lo sia mai stato).

Non siamo più liberi perché Berlusconi e i governi che l’hanno preceduto hanno lasciato in eredità ai prossimi governi una situazione difficile, un mezzo stato democratico che prima di prendere qualsiasi decisione economica e sociale dovrà chiedere il permesso a Bruxelles e al FMI. Praticamente abbiamo fatto la fine di tanti paesi del Terzo Mondo.

Quindi? Quindi o restiamo nel paese dei balocchi accettandone gioie e dolori, oppure ci tiriamo fuori e diciamo addio a tutto quello che abbiamo visto finora (nel bene e nel male). Oggi, più che mai, ci troviamo nella situazione di fare una vera rivoluzione economica e sociale, ma non ne abbiamo il coraggio. Il popolo è disposto a sacrificare i propri diritti pur di non rinunciare al sogno di una vita al di sopra delle proprie possibilità, una possibilità molto remota per la maggioranza degli italiani, ma pur sempre una possibilità allettante.

Lancio di monetine contro Berlusconi mentre si reca al Quirinale.
Speriamo che il déjà vu prosegua.

Voglio vedere in faccia chi mi tradisce

Questa frase dice molto, moltissimo sugli ultimi 17 anni di berlusconismo. I parlamentari sono visti come “traditori” del capo (e non, al massimo, degli elettori che hanno votato la ormai ex maggioranza di governo), colpevoli di aver violato quel rapporto di consapevole sottomissione al leader massimo.

Praticamente è come nelle cosche mafiose, dove gli adepti giurano fedeltà al boss e dove chi si ribella è bollato come “infame” e fatto fuori. Berlusconi ovviamente non è un gangster e non fa uccidere nessuno. Ma è nel suo potere “far fuori” dalla vita pubblica chiunque non obbedisca ai suoi ordini, attraverso le sue milizie mediatiche preferite: il Giornale, Libero e il Foglio. 

Berlusconi: “Ho i numeri”. Proprio non riesce a capire la differenza tra “avere” e “dare”…