1. Catturare le simpatie del mondo politico e stipulare buoni rapporti con la criminalità organizzata
2. Erigere un impero mediatico controllato direttamente o indirettamente dai propri figli o da uomini di fiducia
3. Fondare un proprio partito politico e candidarsi alla presidenza del consiglio
4. Una volta eletto utilizzare il proprio impero mediatico per mantenere il potere e per plasmare l’opinione pubblica, soprattutto attraverso le televisioni nazionali di proprietà e quelle pubbliche controllare dal proprio governo
5. Epurare gli elementi che non accettano di sottomettersi al nuovo corso e sostituirli con uomini di fiducia
6. Utilizzare i propri media per colpire e denigrare gli elementi ostili, deviando l’opinione pubblica
7. Avviare cause milionarie contro gli elementi che non si è riuscito ad eliminare al punto precedente, i quali (a nostra differenza) non sono in grado di sostenere i costi e i tempi di un lungo processo
8. Attaccare pubblicamente la stampa e gli organi internazionali che osano criticare il nostro operato.
Ah, quasi dimenticavo: è fondamentale avere un patrimonio personale stimabile in alcuni miliardi di €.
L’attacco a “Repubblica”, di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia.
Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky
Cliccando qua potrete firmare questa petizione in favore della libertà di stampa. Siamo già 200.000 ma possiamo essere molti di più.
(via maluna)
Muammar Gheddafi in un discorso alle donne di Sabha, 4 ottobre 2003

Quest’uomo è ritenuto dal governo italiano un “amico”. A voi le conclusioni.
E se una foto di Berlusconi-Joker iniziasse a circolare sul web, in un momento in cui le TV rifiutano il trailer di Videocracy e parte l’assalto a Rai3, quali dinamiche si scatenerebbero nel nostro paese?
Bisogna dare atto al Giornale di avere degli ottimi professioni nella propria redazione. Per scrivere un articolo così pregno di bassa retorica, di insulti, di strumentalizzazioni politiche e linguistiche ci vuole davvero una capacità innata. Era dai tempi del ventennio che non si assisteva ad articoli del genere.
L’intento è chiaro: Mentana è un personaggio scomodo, è un giornalista (non un mercenario) che ha avuto il coraggio di andarsene da Mediaset quando lo share e gli ordini dall’alto avevano più importanza dell’informazione giornalistica. Rappresenta il traditore, l’infame, il Giuda da lapidare in pubblico per aver dimostrato cosa significa essere dei veri giornalisti.