Un blasfemo

Cinico, misantropo, polemico e testardo. Per quanto riguarda i difetti invece non saprei che dire.
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O almeno questo è quello che si percepisce dagli organi di informazione.

Ah già, ieri c’era il derby Milan-Inter. Date al popolo lo sport e le tragedie ed esso sarà felice.

Una conoscenza manipolata e strumentalizzata è molto più deleteria di una onesta e consapevole ignoranza. I telegiornali sono il maggior responsabile di questa “democratizzazione” dell’informazione che col tempo si è trasformata in un indottrinamento lento e costante della popolazione. L’informazione passiva non richiede infatti né sforzi cognitivi particolari né capacità intellettuali fuori dalla norma: basta ascoltare ed essere investiti dal flusso di pseudo-informazioni.

Il cittadino-telespettatore è quindi un elemento totalmente passivo in questo tipo di comunicazione, è intrattenuto da tante belle parole e immagini scelte appositamente per catturare il suo sguardo, per smuovere i suoi sentimenti ma non per farlo pensare. Per questo non può esserci un vero cambiamento della società senza un serio ripensamento delle basi su cui si fonda la coscienza democratica, cioè l’informazione.

La soluzione è solo una, cioè eliminare i telegiornali dalla nostra vita e sostituirli con forme di informazione “attiva” come la lettura di quotidiani cartacei o su internet. Il lettore infatti non è mai passivo, visto che la sua attività è sempre volontaria e richiede uno sforzo cognitivo non indifferente. Mentre il lettore decide autonomamente su cosa vuole informasi, il telespettatore viene bombardato da un flusso incontrollabile (che può arginare solo cambiando canale, cioè rinunciando allo stesso flusso “informativo”).

Ovviamente non è così facile. Abbandonare forme di pseudo-informazione allettanti e semplici come i telegiornali è davvero difficile, soprattutto per chi utilizza i quotidiani solo per accendere il camino o usa internet esclusivamente per giocare a Farmville. Ma ogni grande cambiamento inizia con piccoli gesti, che col tempo si diffondono, vengono copiati e lentamente diventano abitudini. Per questo cambiare le nostre abitudini è il primo passo per migliorare la nostra percezione del mondo e offrire una alternativa che (forse) verrà imitata nel tempo.

La verità è che informandosi esclusivamente attraverso i telegiornali è impossibile non sostenere questo governo. I servizi, le immagini, la scelta delle notizie, il tono, la musica… tutto spinge il telespettatore a pensare “La situazione è grave ma grazie a te tutto sta migliorando. Grazie Silvio.
Un blasfemo

1. Catturare le simpatie del mondo politico e stipulare buoni rapporti con la criminalità organizzata
2. Erigere un impero mediatico controllato direttamente o indirettamente dai propri figli o da uomini di fiducia
3. Fondare un proprio partito politico e candidarsi alla presidenza del consiglio
4. Una volta eletto utilizzare il proprio impero mediatico per mantenere il potere e per plasmare l’opinione pubblica, soprattutto attraverso le televisioni nazionali di proprietà e quelle pubbliche controllare dal proprio governo
5. Epurare gli elementi che non accettano di sottomettersi al nuovo corso e sostituirli con uomini di fiducia
6. Utilizzare i propri media per colpire e denigrare gli elementi ostili, deviando l’opinione pubblica
7. Avviare cause milionarie contro gli elementi che non si è riuscito ad eliminare al punto precedente, i quali (a nostra differenza) non sono in grado di sostenere i costi e i tempi di un lungo processo
8. Attaccare pubblicamente la stampa e gli organi internazionali che osano criticare il nostro operato.

Ah, quasi dimenticavo: è fondamentale avere un patrimonio personale stimabile in alcuni miliardi di €.



Avete fatto caso che nei telegiornali non si parla più dei barconi di immigrati provenienti dal Nord Africa? Eppure gli sbarchi continuano, ma semplicemente non se ne parla più. Gli italiani che si “informano” attraverso i telegiornali hanno quindi la sensazione che quello degli sbarchi non sia più un problema: se non ne parla la televisione, significa che il problema non esiste. In effetti molto meglio parlare delle tendenze dell’estate in Costa Smeralda o dei nuovi cocktail proposti nei locali più chic della riviera romagnola piuttosto che dare queste notizie tristi. Il popolo non deve pensare ai problemi… anzi, non deve pensare e basta.



“Mi rendo conto che tenersi informati è come una malattia i cui sintomi visibili sono un’irritazione permanente, una diffidenza paranoica e una sensazione di essere tra le poche persone sveglie in uno spazio pieno di sonnambuli.”